La storia del quadroCosa si nasconde dietro il quadro
Il dipinto fu realizzato a Roma intorno al 1596 per il cardinale del Monte, grande appassionato di musica. Ritrae un giovane dai lineamenti delicati, probabilmente l'amico del pittore Mario Minniti o uno dei musicisti che si esibivano per il cardinale. A causa delle labbra carnose e del nastro tra i capelli, in passato gli storici lo hanno spesso scambiato per una donna.
Caravaggio era particolarmente orgoglioso di quest'opera, soprattutto per i dettagli della natura morta. La caraffa di vetro con i fiori, in cui si riflette la finestra della stanza, e le gocce di rugiada sui petali erano considerate dai suoi contemporanei tra le cose più belle che avesse mai dipinto.
L'opera nasconde anche una profonda simbologia legata alla caducità della vita, nota come vanitas. Il liuto crepato, la corda spezzata del violino o la frutta leggermente ammaccata ci ricordano che la giovinezza, l'amore e i piaceri dei sensi non durano per sempre.